Mi sono chiesta: perché molte mamme odiano i videogiochi?

ZENDA nasce per dare una risposta a questa e ad altre domande

 

Arriviamo subito al punto. Attualmente sopra i videogiochi c’è una montagna fatta di pregiudizi, allarmismi e sentito dire. Una tale non conoscenza della materia sta producendo un risultato: le mamme non sono in grado di affiancare i loro figli in questa attività e ognuna si dissocia con il proprio stile.
Da una parte ci sono le mamme che danno ai bambini la più totale liberà di scelta e il potere di autogestirsi nel variegato mondo dei videogiochi. Dall’altra ci sono quelle che escludono quasi completamente questa attività dalla vita dei loro figli, convinte che in questo modo li stiano proteggendo dallo sviluppare una sorta di ritardo sociale o di congelamento precoce dei neuroni.

 

Entrambe le scelte sono sbagliate e potenzialmente dannose

Nel primo caso perché non è davvero possibile pensare che un bambino possa vincere la lotta contro il marketing. Facciamo fatica a restare in piedi noi adulti, figuriamoci un bambino! Le sue scelte saranno sempre pilotate dalla pubblicità e da chi ha come fine ultimo l’acquisizione di un numero sempre maggiore di utenti. Oppure le sue scelte saranno quelle dei compagni di scuola, salvo poi scoprire che non siamo tutti uguali e che, soprattutto durante l’infanzia, persone coetanee possono avere caratteristiche emotive estremamente diverse. Questo significa che un titolo adatto per Paolo di 8 anni, è dannoso per Luca di 8 anni.

In quanti modi un videogioco può essere sbagliato? Ve lo racconterò in questo blog. Torneremo spesso sull’argomento, in compagnia di altre mamme e di professionisti del settore.

Nel secondo caso perché più che di ritardo sociale parlerei di isolamento sociale. I videogiochi sono una realtà e negarla significa mettere i bambini in una potenziale situazione di svantaggio rispetto ai loro amici. Un “ce l’anno tutti tranne me” che fino a una certa età pesa. E pesa anche nel rapporto fra mamma e bambino perché non è semplice comprendere un divieto così vago e basato, la maggior parte delle volte, sulle apparenze. Inoltre, i videogiochi permettono di allenare e stimolare alcune specifiche aree del cervello, nonché la voglia di leggere. Vi racconterò perché.

 

Quale atteggiamento avere nei confronti dei videogiochi

Dovreste forse farvi una microcultura sui videogiochi per bambini, sedervi accanto ai vostri figli, provare, passare del tempo con loro e cercare di capire cosa li tiene incollati lì? Certo che dovreste! Però, lo so, non è facile. Non potete essere sempre presenti e anche quando siete a casa spesso ci sono cose urgenti da fare. E poi esistono i momenti i cui volete stare un po’ da sole, i vostri hobbies o il fatto che, alla fin fine, i videogiochi proprio non vi piacciono.

Però piacciono a me!

Permettetemi di diventare un accesso privilegiato per voi mamme nel mondo dei videogiochi per bambini dai 0 ai 14 anni. Seguendo ZENDA potrete avere molte informazioni e suggerimenti pratici per correggere eventuali errori e includere la realtà virtuale nella vostra famiglia, in modo positivo e costruttivo.

Da dove volete cominciare?