Lo youtuber e la giornalista sessista

In realtà avrei voluto trattare il capitolo youtuber un po’ più avanti, dopo aver fatto una breve introduzione sull’argomento. Ma caso vuole io mi sia imbattuta in un articolo di circa due mesi fa che ben si lega con quanto scritto in “Perché le mamme odiano i videogiochi”e con il caso Ada Hegerberg.

 

Una bionda nel Pallone… d’Oro

Brevemente, Ada Hegerberg ha appena messo il suo nome sul libro delle grandi conquiste delle donne. E’ un’atleta giovanissima (23 anni), bellissima, è norvegese ed è la prima donna della storia del calcio ad aver ricevuto il Pallone d’Oro. La serata della premiazione poteva essere semplicemente l’occasione per celebrare il talento della campionessa e, invece, ancora una volta qualcuno è riuscito a macchiarla con la parola “sessismo”. È successo che il presentatore Martin Solveig, in Italia noto più che altro come dj e produttore musicale, durante la consegna del prestigioso premio ha pensato di fare all’atleta una domanda molto interessante e pertinente con il contesto: sai twerkare? Forse aveva intenzione di ingaggiarla come protagonista per il videoclip di qualche tormentone estivo.

 

Questa frase ha scatenato l’imbarazzo della ragazza, degli ospiti in sala e una grande polemica italo-franco-norvegese che ci metterà un po’ a passare. L’accusa principale rivolta a Solveig è quella di essersi espresso in modo sessista, di aver sminuito davanti agli occhi di tutti il risultato raggiunto dalla campionessa spostando l’attenzione dalla performance atletica verso uno stereotipo maschilista. Che è come se Lady GaGa avesse chiesto a Cristiano Ronaldo “ma tu ogni quanto ti depili?”. Si sarebbe mossa una foglia o sarebbe passato solo per un simpatico siparietto?

Ora, io credo che l’atteggiamento di Solveig si possa semplicemente definire come non professionale e pregiudizievole, perché se non trovi niente di meglio da dire per riempire i minuti a tua disposizione è solo perché non conosci quello di cui stai parlando e ti aggrappi dove puoi nel tentativo di creare qualcosa di piacevole per il pubblico. Salvo poi fare una pessima figura, aggravata dalla successiva risposta elegante e pacata della Hegerberg. Il vero problema sono i pregiudizi in generale, non tanto le discriminazioni basate sul sesso di una persona.

 

Un ragazzino chiassoso

Ed ecco che mi ricollego al mio articolo precedente per parlarvi di Lyon e della giornalista “sessista”. Il titolo è volutamente provocatorio. Primo perché non ho intenzione di muovere accuse nei confronti di Mirella Armiero (che anticipa il tono scherzoso dell’intervista), secondo perché ho usato il termine sessista in modo volutamente inappropriato, come chi ha etichettato Martin Solveig.

L’articolo della giornalista, che scrive per il Corriere Del Mezzogiorno, si intitola “Lyon, il nemico di ogni genitore: <<Ma i figli dovete controllarli voi>>”. Alzino la mano le mamme che conoscono Lyon, per sentito dire o per sentito urlare. Quelle che lo conoscono hanno capito la frecciatina, alle altre spiego che Ettore Canu (in arte Lyon) è uno dei più famosi e apprezzati youtuber italiani.

Anche lui è molto giovane, ha 30 anni. Dal 2012 a ora il suo canale ha totalizzato 1.239.566.983 visualizzazioni. Vi faccio un paragone: dal 2007 a ora, il canale YouTube del Corriere Della Sera ha totalizzato 1.888.338 visualizzazioni e stiamo parlando di una testata giornalistica, cioè di chi lavora nel settore della comunicazione. Ha più visualizzazioni Lyon di personaggi come Fabio Rovazzi, Andrea Bocelli o Jovanotti. Per raggiungere un numero di visualizzazioni paragonabile al suo, dobbiamo andare sul canale YouTube di Madonna!

Il suo pubblico di riferimento è quello dei giovanissimi e per loro realizza video divertenti e molto curati dove possono vederlo giocare, da solo o in compagnia di alcuni amici, ai titoli più in voga del momento (gameplay). Ogni singolo video richiede anche 8 ore di lavorazione, fra stesura del copione, registrazione e montaggio. Lyon è anche uno scrittore, con due libri pubblicati da Fabbri Editore basati sul mondo di Minecraft.

Qui a sinistra la copertina dell’ultimo libro pubblicato da Lyon: A caccia di Entity. Se volete acquistarlo o leggere le recensioni pubblicate dagli utenti Amazon, potete cliccare qui.

 

Informarsi prima di informare

Insomma, hai la possibilità di intervistare un ragazzo che è riuscito a portare a casa questi numeri e che fai? La prima domanda è “Allora, Lyon, vuoi provare a difenderti? Sai che noi genitori detestiamo te e i tuoi «colleghi» perché avete una cattiva influenza sui nostri figli?”.

Io forse ho omesso di dirvi che lo youtuber ha effettivamente un atteggiamento poco pacato (la giornalista lo definisce “irritante e garrulo”) e che forse ha così tante visualizzazioni perché lo sentono anche su Marte, ma… lo detestiamo? A questo punto lui risponde con pazienza alla giornalista: “Ma io sto attento a non dare cattivi esempi, uso un linguaggio pulito e cerco di raccontare storie positive, o la realtà com’è. Ho un vero e proprio codice etico, è un dovere, visto che raggiungo 80 milioni di visualizzazioni al mese”.

Durante l’intervista a Mirella Armiero viene un coccolone quando scopre che prima di fare lo youtuber studiava riabilitazione psichiatrica. “Addirittura. E allora sei esperto di danni da dipendenza psicologica. Non credi che sia strano che i ragazzi guardino giocare te invece che giocare da sé?”. E nuovamente, con grande pazienza, Lyon risponde: “«In parte è un fatto di pigrizia. Come chi, invece di cucinare, guarda i programmi di cuochi in tivù. Però c’è anche chi ci segue perché non riesce a giocare come noi. Comunque, se avessi un figlio e lo vedessi tutto il giorno davanti al computer mi preoccuperei. C’è una misura nelle cose e ogni genitore sa qual è quella giusta per il figlio».”

Vi riporto la risposta all’ultima domanda perché è fantastica e racchiude il significato di tutto questo blog, poi chiudo. “Cosa diresti, insomma, ai genitori preoccupati?”, chiede la giornalista. “«Avete voi il controllo sul tempo e sull’educazione dei vostri figli. Il computer è solo un mezzo»”

Se volete leggervi l’intervista in formato integrale, vi lascio il link dove potrete trovarla:
https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/18_ottobre_22/lyon-nemico-ogni-genitore-ma-figli-dovete-controllarli-voi-414bcff8-d5c2-11e8-8fdf-8e9426287826.shtml?refresh_ce-cp

 

Un ultimo particolare, molto importante. Come mai la giornalista conosce Lyon? Ce lo racconta lei. Ha un figlio di 9 anni che tutte le mattine, prima di uscire per andare a scuola accende l’iPad e fa colazione con la sua dose giornaliera di Lyon. Tutte le mattine.
Signora giornalista, però almeno la mattina prima dell’intervista poteva sedersi a far colazione con il bimbo e cercare di andare oltre.

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